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lunedì 25 aprile 2011
martedì 22 marzo 2011
Oggi è la Giornata mondiale dell'acqua, un bene sempre più a rischio
Quest'anno l'attenzione è focalizzata sulla gestione delle risorse idriche negli agglomerati urbani. Circa 3,3 miliardi di persone vivono nelle città, e la progressiva crescita dei centri abitati si sta legando a ingenti conseguenze sui sistemi idrici - La necessità di salvaguardare e proteggere l'acqua, quale bene universale, viene ricordata come ogni anno oggi, il 22 marzo, con la celebrazione mediante manifestazioni, meeting e iniziative della Giornata Mondiale dell'Acqua.
Come spiega dettagliatamente Rinnovabili.it, il quotidiano d'informazione sulle energie rinnovabili, la ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, è il risultato del Summit della Terra di Rio ed è nata con l'obiettivo di sensibilizzare le popolazioni sulla delicata questione, ponendo particolare attenzione sull'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli ecosistemi acquatici. Water for Cities: responding for the urban challenge è il sottotitolo dell'edizione di quest'anno, in cui si focalizza l'attenzione sulla gestione delle risorse idriche negli agglomerati urbani. Circa 3,3 miliardi di persone vivono nelle città, e la progressiva crescita dei centri abitati si sta inevitabilmente legando a ingenti conseguenze sui sistemi idrici, oltre agli effetti negativi dovuti a una eccessiva industrializzazione, ai cambiamenti climatici, ai conflitti e alle calamità naturali. Il dibattito sul rapporto acqua-città verrà quindi affrontato in uno dei tre principali main global event che si terranno oggi all'Internatonal Convention Centre di Città del Capo. The African Caucus e The Global Forum gli ulteriori due dibattiti in programma: il primo sulle sfide dell'igiene urbana del continente africano, basato sull'esito del terzo African Water Week, tenutosi ad Addis Abeba lo scorso novembre, mentre il secondo vedrà protagonisti rappresentanti delle Nazioni Unite, i Ministri africani dell'Amcow e personaggi di spicco del settore mediatico e privato, i quali riassumeranno i risultati delle celebrazioni globali di questa giornata, nell'intento di fornire una guida politica volta ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi previsti in materia di qualità dell'acqua a disposizione nelle città africane. Ed è proprio la problematica inerente la potabilità, che nella maggior parte delle nazioni si va ad aggiungere alla scarsità delle risorse idriche, ad assumere ogni giorno contorni più preoccupanti. Secondo uno studio condotto dall'Onu nel 2025 saranno 30 i paesi a essere minacciati da un profondo rischio di "povertà idrica", rispetto ai 20 nel 1990, che tradotto in numeri sta a significare che ogni persona avrà accesso a meno di 1.000 metri cubi di acqua all'anno. Diciotto dei paesi inseriti in questo elenco si trovano tra il Medio Oriente e il Nord Africa.
FONTE
Come spiega dettagliatamente Rinnovabili.it, il quotidiano d'informazione sulle energie rinnovabili, la ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, è il risultato del Summit della Terra di Rio ed è nata con l'obiettivo di sensibilizzare le popolazioni sulla delicata questione, ponendo particolare attenzione sull'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli ecosistemi acquatici. Water for Cities: responding for the urban challenge è il sottotitolo dell'edizione di quest'anno, in cui si focalizza l'attenzione sulla gestione delle risorse idriche negli agglomerati urbani. Circa 3,3 miliardi di persone vivono nelle città, e la progressiva crescita dei centri abitati si sta inevitabilmente legando a ingenti conseguenze sui sistemi idrici, oltre agli effetti negativi dovuti a una eccessiva industrializzazione, ai cambiamenti climatici, ai conflitti e alle calamità naturali. Il dibattito sul rapporto acqua-città verrà quindi affrontato in uno dei tre principali main global event che si terranno oggi all'Internatonal Convention Centre di Città del Capo. The African Caucus e The Global Forum gli ulteriori due dibattiti in programma: il primo sulle sfide dell'igiene urbana del continente africano, basato sull'esito del terzo African Water Week, tenutosi ad Addis Abeba lo scorso novembre, mentre il secondo vedrà protagonisti rappresentanti delle Nazioni Unite, i Ministri africani dell'Amcow e personaggi di spicco del settore mediatico e privato, i quali riassumeranno i risultati delle celebrazioni globali di questa giornata, nell'intento di fornire una guida politica volta ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi previsti in materia di qualità dell'acqua a disposizione nelle città africane. Ed è proprio la problematica inerente la potabilità, che nella maggior parte delle nazioni si va ad aggiungere alla scarsità delle risorse idriche, ad assumere ogni giorno contorni più preoccupanti. Secondo uno studio condotto dall'Onu nel 2025 saranno 30 i paesi a essere minacciati da un profondo rischio di "povertà idrica", rispetto ai 20 nel 1990, che tradotto in numeri sta a significare che ogni persona avrà accesso a meno di 1.000 metri cubi di acqua all'anno. Diciotto dei paesi inseriti in questo elenco si trovano tra il Medio Oriente e il Nord Africa.FONTE
sabato 22 gennaio 2011
un milione di firme e poi???...
Un piccolo primato per la consultazione popolare contro la privatizzazione dei servizi idrici: 1 milione e 400 mila firme sono state infatti consegnate alla Corte di Cassazione per il referendum "L’acqua bene comune" che mira ad abrogare la legge sull'affidamento dei servizi idrici a società private.

Tanti i traguardi regionali raggiunti: in Calabria sono state raccolte 41 mila firme di cui quasi 20000 solo nella provincia di Cosenza e anche il Piemonte ha raggiunto un buon risultato, con quasi 100.000 firme depositate. “Nessun referendum nella storia repubblicana ha mai raccolto tante firme” precisa il comunicato del comitato promotore dell'iniziativa referendaria, che oggi ha organizzato un incontro a Piazza Navona a Roma per festeggiare la consegna delle firme.
LA RELAZIONE DELLA CASSAZIONE
La raccolta firme per la ripubblicizzazione dell'acqua, partita tre mesi fa, il fine settimana del 24 e 25 aprile, ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato manifestazioni e dibattiti sull'acqua bene comune dell'umanità. E il comitato si pone già un obiettivo ancora più ambizioso: raggiungere quota 25 milioni di “sì” entro la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Le firme secondo la Corte di Cassazione superano abbondantemente la soglia di 500mila valide, quota raggiunta dopo soli 25 giorni di raccolta.
La raccolta firme per la ripubblicizzazione dell'acqua, partita tre mesi fa, il fine settimana del 24 e 25 aprile, ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato manifestazioni e dibattiti sull'acqua bene comune dell'umanità. E il comitato si pone già un obiettivo ancora più ambizioso: raggiungere quota 25 milioni di “sì” entro la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Le firme secondo la Corte di Cassazione superano abbondantemente la soglia di 500mila valide, quota raggiunta dopo soli 25 giorni di raccolta.
I QUESITI DEL REFERENDUM
Tre i quesiti previsti dall’iniziativa referendaria, di cui il più importante è il primo che chiede di abolire la possibilità di dare la gestione dei servizi idrici a privati attraverso gara o a società a capitale misto, ossia con almeno il 40% privato, scelto attraverso gara, mediante affidamento diretto. Fermare la privatizzazione dell’acqua, aprire la strada della ripubblicizzazione ed eliminare i profitti dal bene comune acqua, i tre quesiti referendari depositati presso la Corte di Cassazione di Roma dal Forum italiano per i movimenti per l’acqua insieme a moltissime associazioni, contro il decreto Ronchi “che prevede la cessazione delle società pubbliche per la gestione del servizio idrico entro la fine del 2011 e la diminuzione della quota di partecipazione pubblica, che passerà dall'attuale 51% al 30% entro il 2015”.
Tre i quesiti previsti dall’iniziativa referendaria, di cui il più importante è il primo che chiede di abolire la possibilità di dare la gestione dei servizi idrici a privati attraverso gara o a società a capitale misto, ossia con almeno il 40% privato, scelto attraverso gara, mediante affidamento diretto. Fermare la privatizzazione dell’acqua, aprire la strada della ripubblicizzazione ed eliminare i profitti dal bene comune acqua, i tre quesiti referendari depositati presso la Corte di Cassazione di Roma dal Forum italiano per i movimenti per l’acqua insieme a moltissime associazioni, contro il decreto Ronchi “che prevede la cessazione delle società pubbliche per la gestione del servizio idrico entro la fine del 2011 e la diminuzione della quota di partecipazione pubblica, che passerà dall'attuale 51% al 30% entro il 2015”.
LE GARANZIE DEL GOVERNO E LA REPLICA
Nonostante lo Stato abbia garantito che la proprietà dell’acqua resterà pubblica, il comitato promotore ha chiesto oggi una moratoria che rimandi gli affidamenti dei servizi idrici fino alla data di svolgimento del referendum. Il referendum sull'acqua è “uno strumento importante per fare pressioni sulla politica e sul Parlamento e cambiare gli errori della pessima legge proposta al governo Berlusconi'' sostiene il responsabile green economy del Pd, Ermete Realacci. “Un buon risultato”, continua Realacci, che rappresenta “una notevole leva” per cambiare la legge.
Nonostante lo Stato abbia garantito che la proprietà dell’acqua resterà pubblica, il comitato promotore ha chiesto oggi una moratoria che rimandi gli affidamenti dei servizi idrici fino alla data di svolgimento del referendum. Il referendum sull'acqua è “uno strumento importante per fare pressioni sulla politica e sul Parlamento e cambiare gli errori della pessima legge proposta al governo Berlusconi'' sostiene il responsabile green economy del Pd, Ermete Realacci. “Un buon risultato”, continua Realacci, che rappresenta “una notevole leva” per cambiare la legge.
sabato 27 novembre 2010
Bioelettricità con fonti rinnovabili
Da ora le piccole e medie imprese possono beneficiare della cogenerazione, grazie all'autoproduzione di energia elettrica e termica.
Gruppo Acqua, azienda specializzata nel settore dell'energia rinnovabile, si occupa di impianti biogas da 100kw alimentati da fonti rinnovabili.
Con le sue soluzioni complete per la produzione di elettricità e la propria rete, la società sviluppa l’intera catena produttiva, dalla progettazione alla consegna chiavi in mano, degli impianti biogas.
Il settore in cui opera è quello della consulenza e dei servizi alle imprese nel risparmio e nel settore.
Gruppo Acqua si propone come fornitore e consulente energetico di supporto al business delle aziende, rivolgendosi ad un mercato ampio, che va dalla piccola impresa con poco personale, ma che vuole comunque crescere senza appesantirsi, alla media impresa, che cerca dei partners per fornire un supporto specialistico alle proprie strutture.
Gruppo Acqua raggruppa professionisti che hanno operato con successo per tutte le più grandi realtà italiane, e oggi sono presenti in modo significativo nel mondo della formazione, della consulenza per le energie rinnovabili, avvalendosi dei massimi esperti italiani in materia di energia solare, fotovoltaico, eolico e biomasse.
Fonte
Gruppo Acqua, azienda specializzata nel settore dell'energia rinnovabile, si occupa di impianti biogas da 100kw alimentati da fonti rinnovabili.
Con le sue soluzioni complete per la produzione di elettricità e la propria rete, la società sviluppa l’intera catena produttiva, dalla progettazione alla consegna chiavi in mano, degli impianti biogas.
Il settore in cui opera è quello della consulenza e dei servizi alle imprese nel risparmio e nel settore.
Gruppo Acqua si propone come fornitore e consulente energetico di supporto al business delle aziende, rivolgendosi ad un mercato ampio, che va dalla piccola impresa con poco personale, ma che vuole comunque crescere senza appesantirsi, alla media impresa, che cerca dei partners per fornire un supporto specialistico alle proprie strutture.
Gruppo Acqua raggruppa professionisti che hanno operato con successo per tutte le più grandi realtà italiane, e oggi sono presenti in modo significativo nel mondo della formazione, della consulenza per le energie rinnovabili, avvalendosi dei massimi esperti italiani in materia di energia solare, fotovoltaico, eolico e biomasse.
Fonte
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